Tempio Socrem
International Competition
Progetto realizzato durante la collaborazione atelier qbe3.
Team di progettisti (atelier qbe3): arch. Francesco Badoero, arch. Valentina Garis, Stefano William Costa.
Sepoltura,
ritrovo, silenzio, preghiera, contemplazione, ricordo.
Queste sono le parole
chiave che hanno portato all'elaborazione del progetto del nuovo Tempio SOCREM.
La parola Tempio non deve essere intesa
semplicemente ad indicare l'edificio nel quale seppellire i nostri cari dopo il
trapasso.
Il Tempio è una Casa, un luogo dedicato alla memoria,
al ricordo, alla meditazione e alla preghiera: è un luogo "vivo".
Da qui il dovere di
elaborare un concept con un forte
impatto iconico/simbolico, uno spazio nel quale il silenzio e il ricordo si
fondono con l'architettura.
L'edificio si manifesta
attraverso un'immagine architettonica capace di esprimere attraverso le
percezioni, i quattro elementi naturali, la simbologia e la povertà formale
questa continua ricerca dell'uomo nei confronti dell'aldilà, verso le paure di
un qualcosa in cui crediamo fermamente, ma di cui non conosciamo nulla.
Esternamente il Tempio
avrà l'aspetto di una sfera, un
volume puro, capace di integrarsi in maniera armoniosa con la bellezza del
cimitero monumentale di Pavia.
- La sfera simboleggia la perfezione di Dio. Infatti, se il
cerchio rappresenta l'alfa e l'omega, la perfezione e l'unità, la sfera è il
cerchio nella terza dimensione e quindi viene da sempre considerato come il
solido perfetto. -
Questo volume puro
adagiato al suolo si compenetrerà con esso a sottolineare il forte legame tra
la terra, l'uomo e Dio.
L'elemento Terra ha da sempre avuto un forte
valore simbolico.
- L'uomo (uomo deriva dal latino hŏmō, legato a hŭmus terra), secondo i racconti biblici venne creato da Dio a sua
immagine e somiglianza plasmando la polvere della terra e ad essa tornerà dopo
la morte, mentre la Sua anima si eleverà. -
Entrando all'interno del Tempio, ci si
meraviglierà dalla presenza di una maestosa cupola appoggiata su di una struttura ipogea a base quadrata.
-
Fin dai tempi antichi la cupola edificata su un cubo ha simboleggiato il
rapporto Cielo/Terra. -
La luce
che filtrerà attraverso i lucernari di forma esagonale (l'esagono simboleggia la Creazione),
irrorerà lo spazio interno producendo giochi di luce ed ombra capaci di aumentare
la sacralità del luogo.
Al centro della cupola, "l'occhio
esagonale" apribile, permetterà all'Aria
di penetrare nell'edificio.
-
Aria come elemento naturale è simbolo sensibile della vita invisibile, in quanto tale è un elemento purificatore. È il principio della
composizione e della fruttificazione, intermedio tra i due elementi Fuoco e Acqua; perciò rappresenta la linea di demarcazione tra la terra e
il cielo, cioè il punto di contatto tra la spiritualità e la materia. -
Al centro dello spazio interno, nella
posizione tipica dell'altare, sarà presente un grosso cilindro all'interno del
quale verrà collocato l'ascensore per accedere allo spazio sottostante, mentre
una scala a spirale ne permetterà l'accesso non motorizzato.
Tale cilindro simboleggiante una candela (la luce di Dio, di Cristo), conterrà i due elementi opposti e
complementari del Fuoco e dell'Acqua. Sulla superficie del cilindro un
"muro d'acqua" scorrerà verso il basso andando a sfociare in una
vasca ai piedi della candela, mentre sulla sommità sarà presente il "fuoco eterno".
- L’energia che scaturisce dal Fuoco è il principio stesso della vita. Per questo motivo la morte
è simbolicamente percepita come l’estinzione del Fuoco, da qui i riti di conservazione del Fuoco.
Nel culto romano di Vesta le sacerdotesse, le vestali,
dovevano vegliare incessantemente sul Fuoco affinché non si spegnesse, da qui la definizione di "fuoco
eterno".
L’Acqua invece è l’elemento
materiale che indica l’azione divina, dello Spirito Santo, che fa diventare
nuove creature, Figli di Dio. All’inizio del Cristianesimo il Battesimo era
previsto solo per gli adulti, questi si immergevano nell’acqua e quindi ne
uscivano. Questo simbolismo ricorda da una parte la morte (l’immersione
nell’acqua non permette la vita) e il riemergere ricorda la vita, la vita
ritrovata. -
Le cellette
che ospiteranno le ceneri dei defunti verranno suddivise sui due livelli
dell'edificio.
Al livello
superiore saranno presenti n°380 cellette
doppie, mentre nel livello interrato troveranno collocazione n°1.860 cellette doppie e n°1.100 cellette singole (quantità progettata superiore di cellette
richieste sia per quelle singole che per quelle doppie).
Lo spazio
interno, quindi, ricco di simbologia espressa attraverso povertà e purezza
formale dell'architettura, si arricchirà di stimoli percettivi continui: il
crepitio del fuoco, lo scorrere dell'acqua, il calpestio delle superfici
orizzontali, il silenzio dello spazio, i giochi di luce ed ombra.
L'architettura, allora, parlerà e
trasmetterà la sacralità del Tempio attraverso le vibrazioni di "Silenzio"
e di "Percezione", nonchè di "Ricordo".
Tipologia
Edilizia Religiosa
Anno
2015
Luogo
Italia, Pavia PV
Stato
Progettodesign by